L’iniziativa verde fa parte del piano “Transizione a un’economia a bassa emissione di CO2”, pietra angolare della politica energetica della Gran Bretagna del futuro.
“Le strategie che presentiamo illustrano la visione del governo per costruire un futuro a basse emissioni che reinventerà il modo in cui viviamo e lavoriamo” ha dichiarato Peter Mandelson, ministro di sua maestà per le Attività produttive.
“Nei nostri piani – ha proseguito fatto eco David Miliband, ministro dell’Energia e del cambiamento climatico – otterremo il 40% dell’elettricità da fonti energetiche a bassa emissione di anidride carbonica entro il 2020. Quota destinata a salire negli anni successivi”.
Il progetto è necessario per tenere fede alle promesse fatte dal Governo Brown di ridurre le emissioni del paese. La transizione non sarà però a costo zero per i consumatori. Che vedranno salire il costo delle bollette di circa il 6% da qui al 2020. Questo per permettere alle compagnie energetiche di finanziare gli investimenti necessari. La visione dell’esecutivo include però anche dei correttivi che permetteranno alle famiglie di diluire la spesa, come ad esempio la possibilità di immettere, previo compenso, l’energia prodotta con le rinnovabili nella rete nazionale; nuovi poteri all’Autorità sull’energia d’intervenire laddove si creino ostacoli alla competizione; finanziamenti per ridurre la dispersione energetica delle case (doppi vetri, per esempio) e l’acquisto di nuove tecnologie verdi (pannelli solari e turbine eoliche).
Cristina Moretti
(24-08-2009)
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