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cultura e societa

MedFilm Festival 2009, cinema del Mediterraneo

A Roma, dal 7 al 15 novembre 2009, nell’anno europeo della creatività e dell’innovazione, si tiene la kermesse sul cinema del Mediterraneo, cinema di qualità, giunta alla sua XV edizione


“…fonte di scambio, innovazione e creatività, la diversità culturale è necessaria per l’umanità quanto la biodiversità per la natura. In questo senso è patrimonio comune dell’umanità e va riconosciuta ed affermata per il bene delle generazioni presenti e future”. Ginella Vocca, presidente del MedFilm Festival, ricorda un passaggio della Dichiarazione universale dell’Unesco sull’importanza della salvaguardia della diversità culturale, tema ispiratore della manifestazione che quest’anno giunge alla XV edizione.

Nell’Anno europeo della Creatività e Innovazione, i Paesi Ospiti d’Onore del MedFilm Festival 2009 - XV edizione sono Francia e Marocco esempio di dialogo e di concreta cooperazione tra due paesi che hanno saputo voltare pagina e guardare al futuro.

Fedele al suo obiettivo di promuovere il dialogo tra le sponde del Mare di mezzo attraverso le cinematografie del nord e del sud, il più antico festival internazionale di cinema della capitale torna dal 7 al 15 novembre, con una nuova mèsse di film, affascinanti sfaccettature di diverse culture che nel Mediterraneo trovano un denominatore comune.

Tra le novità di quest’anno l’alleanza con la Fondazione Roberto Rossellini, un’importante scelta così motivata dal suo Presidente Francesco Gesualdi: “È con grande convinzione e apprezzamento che la Fondazione Roberto Rossellini stringe un’alleanza con il MedFilm Festival che, nel giungere quest’anno ad una tappa significativa come la quindicesima edizione, è il manifesto più vivo di un Mediterraneo multiculturale, multietnico, multilinguistico e pacificato…. Ci uniamo quindi al MedFilm Festival per promuovere l’internazionalizzazione delle nostre imprese e rilanciare nel Mediterraneo il nostro cinema contemporaneo”.
Entrando nei contenuti del festival, la proposta cinematografica di quest’anno ha un filo conduttore: il coraggio di giovani registi che trattano con determinazione gli argomenti del nostro quotidiano, veri talenti, autentici viaggiatori che attraversano la diversità vissuta come un valore, quel valore la cui conoscenza e diffusione MedFilm si augura di facilitare con un ricco cartellone, 132 opere tra lungometraggi, corti e documentari, per la maggior parte in anteprima.

Ad inaugurare il Festival, il 7 novembre all’Auditorium della Conciliazione, il film Le Grand Voyage (Viaggio alla Mecca), del marocchino Ismael Ferroukhi, una coproduzione Francia-Marocco. Viaggio alla Mecca è un emozionante road movie che mette a confronto un padre e un figlio profondamente diversi, obbligati ad affrontare un viaggio di 5500 km in macchina attraverso l’Europa, i Balcani, la Turchia, la Siria fino alla Mecca. Gli imprevisti diventeranno momenti di vicinanza e illumineranno aspetti dell’altro non ancora rivelati, il viaggio rappresenterà per entrambi un nuovo inizio. Ad arricchire di inedite considerazioni il punto di vista del regista marocchino sull’Europa.
Il film vincitore del Leone del Futuro alla 61esima Mostra di Venezia è un omaggio ai due paesi ospiti d’onore.

Il CONCORSO UFFICIALE presenta 11 pellicole, di cui ben cinque sono l’esordio nel lungometraggio di registi certamente destinati a scrivere il futuro della storia del cinema mediterraneo, come il libanese Hany Tamba con Melodrama Habibi, coproduzione franco-libanese che racconta con ironia e tenerezza di un cantante finito nel dimenticatoio in Francia dopo una sola canzone, la stessa che è ancora viva nel ricordo dei libanesi come simbolo degli anni prima della guerra, o il turco Mahmut Fazil Coskun con Uzak Ihtimal (Wrong Rosary) storia di un muezzin che si innamora di un’infermiera cattolica legata ad uno strano bibliotecario. Anche Ander dello spagnolo Roberto Caston è un’opera prima, una vicenda intima e profonda sullo sfondo della vita contadina nei paesi baschi, il cui ritmo secolare e lento viene sconvolto dall’arrivo di un lavorante peruviano di cui il capofamiglia si innamora. Uno scandalo nella Spagna profonda e retrograda, ma non quanto l’essere gay nel contesto della comunità ultraortodossa di Gerusalemme, raccontato in Eyes Wide Open - tra le anteprime nazionali più attese di questo Festival – dell’israeliano Haim Tabakman, che con rara intensità e rigore formale porta i due protagonisti a compiere il loro destino infrangendo con coraggio un tabù secolare. È un’opera prima anche il film italiano in concorso, Good Morning, Aman di Claudio Noce con Valerio Mastandrea che ha partecipato anche alla produzione del film, storia di amicizia, integrazione, speranza sullo sfondo di una Roma distante e multietnica.
Le difficoltà d’integrazione per gli emigranti di seconda generazione segnate dal bisogno di risalire alle proprie origini, di ritrovare la propria identità, sono al centro di due film in concorso: Athanasia del greco Panov Karkanevatos, coproduzione Grecia, Usa, Olanda e Belgio, viaggio di una ragazza di origini greche che dal Canada parte alla ricerca del padre naturale, accompagnata in questa faticosa presa di coscienza dal padre adottivo. E Aguas mil (April Showers) del portoghese Ivo M. Ferreira, ancora il racconto del viaggio di un figlio a ritroso nel tempo, sulle tracce del padre scomparso durante la dittatura.
Numerosi i personaggi femminili forti, sempre presenti nella cinematografia mediterranea, come Batoul, la promettente dottoressa di Hijab el hob, Amours Voilés, del marocchino Aziz Salmy, che intreccia una relazione d’amore con l’affascinante Hamza, senza smettere però di misurarsi con le sue scelte profonde di donna emancipata con un ruolo sociale forte, alla ricerca di una relazione sentimentale vicina alle sue prospettive, anche religiose. Fortemente credente, Batoul deciderà nonostante tutto di portare avanti la sua gravidanza fuori dal matrimonio.
Dalla regista nota per il bellissimo Satin Rouge, la tunisina Raja Amari, il thriller drammatico Dowaha (Buried secrets), inquietante ritratto di tre donne che vivono volontariamente isolate dal mondo in una casa teatro di risentimenti vissuti in stanze segrete e nel profondo del cuore. Ancora una donna, un’inedita e bravissima Isabelle Adjani, ne La Journée de la jupe del francese Jean-Paul Lilienfeld, alle prese con la difficoltà di gestire l’inquietudine giovanile che specie nelle periferie parigine esplode in violenza. La rosa dei film candidati al Premio Amore e Psiche comprende un’altra attesa anteprima romana, London River del regista franco-algerino Rachid Bouchareb, come sempre impegnato in temi di attualità. Questa volta il regista di Indigènes, film che ha fruttato a Cannes il premio per la migliore interpretazione a tutti i suoi protagonisti, parla di quel 7 luglio 2005, quando quattro bombe esplosero a Londra uccidendo 56 persone e ferendone oltre 700. Ousmane e la signora Sommers, normali cittadini e perfetti estranei, mettendo da parte pregiudizi e differenze culturali e religiose, si fanno forza a vicenda nella ricerca dei loro figli scomparsi dopo gli attentati.

Filo conduttore della selezione per il Premio Eurimages Italia - Nuova Europa le relazioni interpersonali vissute in microcosmi dove delusioni e speranze si alternano nel contesto di un’Europa che racconta il suo cambiamento. MedFilm destina uno spazio particolare agli autori dei Balcani che, reduci di guerra, elaborano il recente passato per ricostruire un futuro.
A raccontare il vecchio continente alle prese con le sue nuove identità, MedFilm in collaborazione con il Parlamento europeo dedica un omaggio al Premio Lux progetto finalizzato alla diffusione del cinema europeo.

Il cinema italiano è presente con la sezione competitiva Premio Italia nel Cinema, un’attenta selezione di opere prime o seconde. Il premio verrà assegnato da una giuria di giornalisti della stampa estera.
Alla sua seconda edizione il Premio Open Eyes, spazio competitivo dedicato ai Documentari a cura del regista e autore Angelo Loy, che quest’anno indagherà il tema delle Frontiere. Il Concordo Documentari occupa già un posto di primo piano nell’ambito dell’offerta del festival e verrà presentato interamente al Nuovo Cinema Aquila inaugurato dalla proiezione del documentario vincitore del Festival di Locarno 2009, La Forteresse dello svizzero Fernand Melgar.

Una segnalazione particolare al Premio Methexis - IX edizione, riservato ai cortometraggi e assegnato da una giuria del tutto speciale composta da studenti delle scuole nazionali di cinema e da detenuti del carcere N. C. Rebibbia. L’iniziativa, realizzata in collaborazione con il DAP - Ministero della Giustizia, è nata 9 anni fa per promuovere, attraverso i protagonisti del cinema di domani, il dialogo interculturale, la cooperazione e la pace tra culture diverse e persone diverse accomunate dalla volontà di migliorare sé stesse e il mondo circostante.

MAROCCO E FRANCIA OSPITI D’ONORE
In collaborazione con: Ambasciata di Francia, Ambasciata del Regno del Marocco, Accademia di Francia a Roma - Villa Medici

Ospiti d’Onore del MedFilmfestival 2009 - XV edizione, nell’Anno europeo della Creatività e Innovazione, il Marocco e la Francia.
Alla filmografia dei due paesi sono dedicate le vetrine speciali, “Elogio all’erranza” che insieme ad una forte valenza artistica e di qualità dei film selezionati, offre al pubblico una panoramica sul cinema marocchino degli ultimi dieci anni, e “Le Regard des Autres – V edizione“, appuntamento fisso del MedFilm in omaggio alla capacità del sistema produttivo cinematografico francese che ha fatto dell’integrazione culturale un importante prodotto di mercato. La rassegna è ospitata nella sala di Villa Medici dove verrà proiettato L’Ultimo Pulcinella di Maurizio Scaparro.

PREMI SPECIALI
In occasione del suo XV compleanno, MedFilm ha istituito 3 nuovi premi: il Premio Koinè, attribuito allo scrittore franco-marocchino Tahar Ben Jelloun, il Premio Nuovi talenti, all’attrice marocchina Sanaa Alaoui ed all’artista Francesco Cuomo, creatore dell’immagine 2009 della manifestazione ed il Premio Cervantes Roma, che andrà al corto vincitore della sezione Cortometraggi in concorso.
Il termine koiné, indica la capacità di comprendere in un linguaggio comune i punti di contatto tra culture e popoli diversi, quel linguaggio che Tahar Ben Jelloun ha reso universale nelle sue opere. Il valore simbolico del Premio, sintetizzato nel suo nome, incontra i principi ispiratori della nostra manifestazione, votati al sostegno di strumenti efficaci per la costruzione di una cultura di pace e cooperazione, credibile e durevole, in un cammino di dialogo, comprensione e cooperazione.
Vedere, sentire, comprendere per dare senso e progettualità alle nuove relazioni che la storia ci propone di vivere.
Il Premio Nuovi talenti è un riconoscimento dedicato a giovani artisti destinati ad essere protagonisti del cinema e dell’arte di domani.
L’Istituto Cervantes di Roma è partner del MedFilm attraverso l’istituzione del Premio Cervantes Roma al miglior cortometraggio che partecipa al Concorso Methexis. Il Premio è destinato a promuovere e incoraggiare il cinema giovane che esprime qualità tecniche, ma anche ricchezza di contenuti.

Premio alla Carriera MedFilm festival 2009 alla regista francese Claire Denis. Numerose opere tra lungometraggi, corti e documentari, importanti progetti collettivi (Ten Minutes Older: The Cello, 2002) fanno di Claire Denis una delle più importanti registe europee. Un cinema vitale e problematico il suo, sensoriale e complesso, sfuggente e sofisticato. Un cinema intenso, emozionante, che scava nel quotidiano e rapisce per la fluidità del racconto che ha spesso come sfondo quell’Africa tanto amata dove la regista è cresciuta.

L’Africa sarà ancora protagonista con un evento speciale: il 9 novembre MedFilm ospiterà a Palazzo delle Esposizioni Houssine Kharja, centrocampista marocchino, nato in Francia e attualmente in campo nel Genoa e nella famosa Lions de l’Atlas, la nazionale marocchina.
La figura di Houssine Kharja che porta in sé, nella sua storia personale, sia il Marocco che la Francia, racconta la capacità del talento di imporsi trasformando i desideri in realtà. Abbiamo legato la sua immagine di giovane che è stato capace di coronare il suo sogno, a quella degli studenti di cinema che saranno al festival in qualità di giurati del premio Methexis, tra loro anche 2 giovani cineasti marocchini con i cortometraggi prodotti dalla Scuola di Cinema di Casablanca fondata dall’istituto Luce e dalla Regione Lazio.
Nel corso della serata Houssine Kharja inviterà il pubblico ad aderire alla campagna 1GOAL Education for all, di cui è madrina la Regina Rania di Giordania. La campagna in vista dei mondiali di calcio che si svolgeranno l’anno prossimo in Sudafrica mira a raccogliere almeno 30 milioni di firme per far pressione sui leader del mondo affinché mantengano l’impegno di scolarizzare quei 75 milioni di bambini che non hanno accesso alla scuola.

Uno speciale ringraziamento va ad Ivano De Matteo per aver realizzato il trailer del MedFilm Festival 2009 “ I luoghi fantastici, i colori vivaci, i volti intensi dei protagonisti dei film, una musica che ha per base una taranta contaminata da strumenti balcanici e mediorientali, insieme con ironia, amore, religione per una folle corsa verso il mare”.
Regia Ivano De Matteo, Montaggio Roberto Di Tanna, Musica Francesco Cerasi.

Infine, MedFilm festival subito dopo l’evento di Roma proseguirà il suo viaggio per approdare ad Istanbul dal 4 al 10 dicembre con la II edizione del FESTIVAL DI CINEMA ITALIANO A ISTANBUL, parte del progetto Roma – Istanbul: Crossing the bridge. 30 film italiani distribuiti da società italiane al fine di creare un rapporto diretto tra gli operatori. MedFilm, attraverso uno strumento di grande fascino quale il Cinema, ha voluto coniugare, rendendoli un sistema di comunicazione unitario, i punti di forza rappresentati dal Made in Italy nel mondo: Cultura, Impresa, Turismo.
Gli eventi internazionali curati dal MedFilm si svolgono con cadenza annuale a Tunisi, Algeri, Istanbul e dal 2010 si aggiungeranno il Marocco e la Libia.



GIURIA CONCORSO UFFICIALE
Dominique Baudis
Presidente Institut du Monde Arabe di Parigi
Presidente di Giuria
Nato a Parigi nel 1947, Dominique Baudis è un giornalista e uomo politico francese. Inizia la propria carriera politica nel DL (Démocratie Libérale), per poi passare con l’UMP (Union pour un Mouvement Populaire). Da giornalista, tra il 1976 ed il 1977 è corrispondente dal Medio Oriente per TF1; per la stessa rete lavora come anchorman nei notiziari dal 1978 al 1980, ruolo ricoperto per TF3 dal 1980 al 1982. È stato membro del CDS (Centre des démocrates sociaux), sindaco di Tolosa e nel 1983 parlamentare europeo. Nel 1986 diventa Presidente del Consiglio Regionale del Mezzogiorno-Pirenei, la regione più grande di Francia; lo stesso anno viene eletto all’Assemblea nazionale nella circoscrizione di Haute-Garonne. Viene rieletto nel 1988, nel 1993 e nel 1997. Nel 2001, Jacques Chirac lo nomina presidente del Conseil supérieur de l’audiovisuel, ruolo che ricopre fino al 2007, quando lo stesso Chirac gli conferisce la carica di presidente dell’Istituto del Mondo Arabo. Nel 2009, guida la lista dell’UMP nella circoscrizione Sud-Ovest della Francia per le elezioni europee: viene eletto eurodeputato per la seconda volta.

Marco Bechis
Regista
Nato a Santiago (Cile), Marco Bechis cresce a Sao Paulo (Brasile) e Buenos Aires, dove lavora
come insegnante. Nel 1977, durante la dittatura militare in Argentina, trova esilio in Italia, a Milano. In seguito si dedica alla fotografia e alla regia a New York. Dal 1983 al 1987 dirige numerosi lavori, cortometraggi e video sperimentali. La sua opera prima Alambrado (1991) viene presentato al Festival di Locarno. Al film fa seguito Garage Olimpo (1999), selezionato al Festival di Cannes. Nel 2001 gira Figli/Hijos, in concorso alla Mostra di Venezia. Nel 2004 fonda la casa di produzione Karta Film ed inizia la lavorazione di Birdwatchers - La terra degli uomini rossi (2008), presentato sempre alla Mostra di Venezia. Per ulteriori informazioni: www.birdwatchersfilm.org.

Maria Pia Fusco
Giornalista
Maria Pia Fusco è una delle firme più prestigiose dell’informazione cinematografica italiana. Inizia la propria carriera come sceneggiatrice, lavorando con registi quali Edward Dmytryk (Barbablù, 1972), Ennio De Concini (Daniele e Maria, una storia d’amore, 1973; Gli ultimi giorni di Hitler, 1973) e Tinto Brass (Salon Kitty, 1976). Scrive anche molti film di genere che entrano a far parte dell’immaginario popolare italiano, tra i quali la serie erotica di Emanuelle ed il comico grottesco di Sturmtruppen (1976), diretto da Salvatore Samperi e basato sulle comic strips di Bonvi. Ha fatto parte del comitato artistico di RING! Festival della Critica Cinematografica. Dal 1980 è giornalista per il quotidiano “La Repubblica”.


FOCUS TEMATICI

IL CORAGGIO

E’ il coraggio il filo conduttore di molti dei film di questa edizione del MedFilm festival, il coraggio di giovani registi nel raccontare la realtà, esplorando il quotidiano, senza temere la diversità, vissuta al contrario come un valore.
IL CORAGGIO CONTRO L’OMOFOBIA è nel film di Haim Tabakman Eyes Wide Open. Per il suo primo lungometraggio, non ha esitato ad avventurarsi su un terreno estremamente difficile reso ancor più arduo perché ambientato nella comunità ultraortodossa di Gerusalemme. Il regista tratta il tema dell’omosessualità con rara intensità e rigore formale, senza mai indulgere in particolari voyeuristici, attento a far emergere la sincerità di un sentimento. Haim Tabakman ha aggiunto un ulteriore grado di difficoltàà alla sua impresa girando Eyes Wide Open in semi clandestinità proprio nel quartiere ebreo ortodosso di Gerusalemme, Méa Shéarim. Tra le anteprime nazionali più attese del Festival, questo Brokeback Mountain israeliano, in cui un rispettabile padre di quattro figli (Zohar Strass) si innamora di un giovane apprendista (Ran Danker, idolo delle adolescenti israeliane) ha fatto scalpore in Israele, dove gli episodi di violenza contro gli omosessuali si fanno sempre più frequenti.
Scandalo nella Spagna profonda e retrograda è anche l’amore che nasce tra un contadino dei paesi baschi e un giovane lavorante, sconvolgendo il ritmo lento e sempre uguale della piccola comunità, che lo spagnolo Roberto Caston racconta con pennellate leggere in Ander, altra opera prima del concorso che vede l’esordio nel lungometraggio di ben cinque film su undici selezionati per il concorso ufficiale. In lizza per il Premio Italia nel cinema, anche Un altro pianeta di Stefano Tummolini, un piccolo film contro l’omofobia girato in una settimana e costato mille euro, che ha rappresentato l’Italia al Sundance Film Festival. Un film sul rapporto con l’altro, sulle sorprese che puo’ riservare anche la semplicità di un piccolo quotidiano. Salvatore (Antonio Merone) porta dentro un dolore difficile da condividere, la morte del suo compagno, che lo accompagna in ogni momento. La ricerca di un altro amore non impedirà il nascere di una bella amicizia con Daniela, conosciuta al mare, amicizia che sfocerà in un rapporto fisico. Forse preludio di un cambiamento, ma certamente la prova che la felicità puo’ tornare in ogni momento e sotto diverse forme.

IL VIAGGIO

Il viaggio come ricerca, del passato, di un affetto, di sé stessi, di un’identità. Molti tra gli autori che arricchiscono la selezione del festival, hanno scelto il viaggio come ricerca di quel senso speciale che per ognuno di noi ha la vita, con una concretezza che si riflette anche nei sogni.
Ed è sul road movie del regista marocchino Ismael Ferroukhi, Le grand voyage, che si apre la XVesima edizione, il viaggio di 5500 km in macchina attraverso l’Europa, i Balcani, la Turchia, la Siria fino alla Mecca , di un padre ed un figlio che tutto divide . Gli imprevisti diventeranno momenti di vicinanza e illumineranno aspetti dell’altro non ancora rivelati, il viaggio rappresenterà per entrambi un nuovo inizio.
Le difficoltà d’integrazione per gli emigranti di seconda generazione segnate dal bisogno di risalire alle proprie origini, di ritrovare la propria identità, sono al centro di due film in concorso: Athanasia del greco Panov Karkanevatos, coproduzione Grecia, Usa, Olanda e Belgio, viaggio di una ragazza di origini greche che dal Canada parte alla ricerca del padre naturale, accompagnata in questa faticosa presa di coscienza dal padre adottivo. E Aguas mil (April Showers) del portoghese Ivo M. Ferreira, ancora il racconto del viaggio di un figlio a ritroso nel tempo sulle tracce del padre scomparso durante la dittatura. Viaggio alla ricerca del passato è Melodramma Habibi del libanese Hany Tamba , quello di un cantante finito nel dimenticatoio in Francia dopo una sola canzone, la stessa che è ancora viva nel ricordo dei libanesi come simbolo degli anni prima della guerra.

LE DONNE

Numerosi i personaggi femminili forti, sempre presenti nella cinematografia mediterranea, come Batoul, la promettente dottoressa di Hijab el hob, Amours Voilés, del marocchino Aziz Salmy, che intreccia una relazione d’amore con l’affascinante Hamza, senza smettere però di misurarsi con le sue scelte profonde di donna emancipata con un ruolo sociale forte, alla ricerca di una relazione sentimentale vicina alle sue prospettive, anche religiose. Fortemente credente, Batoul deciderà nonostante tutto di portare avanti la sua gravidanza fuori dal matrimonio, noncurante dello scandalo.
Più inquietante il ritratto delle tre protagoniste del thriller drammatico Dowaha (Buried secrets), della tunisina Raja Amari, la regista di Satin Rouge, tre donne una madre e le sue due figlie, diverse nel carattere e per l’età, chiuse in un universo del tutto staccato dalla realtà vivono in una casa abbandonata, teatro di risentimenti vissuti in stanze segrete. Ancora una donna, un’inedita e bravissima Isabelle Adjani, ne La Journée de la jupe del francese Jean-Paul Lilienfeld, alle prese con la difficoltà di gestire l’inquietudine giovanile che specie nelle periferie parigine esplode sempre più spesso in violenza.

L’AMORE

Le declinazioni dell’Amore tra i temi del festival, amore tra padre e figlia, amore come unica risorsa… La declinazione dell’amore racchiuso nel microcosmo personale è il motore della maggior parte dei film presentati nella selezione del Premio Eurimages. E’ trattato con un linguaggio che mescola ironia e dramma dal regista croato Vinko Bresan che firma Nije Kraj (Will not stop there) il sentimento di Martin, giovane reduce dalla guerra, che insegue e vuole salvare Desa, la donna a cui ha ucciso il marito durante il conflitto. A narrare la vicenda con voce scanzonata è un rom, il pornodivo Djuro, che introduce lo spettatore e lo accompagna in questa storia che mescola toni surreali e drammatici, follia e sorrisi in tipica salsa balcanica.
In 35 Rhums la regista Claire Denis traccia con delicatezza e malinconica tenerezza l’amore di Lionel, conduttore di metropolitana che vive con difficoltà la necessaria separazione dalla figlia Joséphine che ha cresciuto da solo, ormai pronta per andare per la sua strada. Le lunghe sequenze delle rotaie riprese dalla cabina di guida con i relativi scambi sono simboliche delle confluenze e delle separazioni imposte dalla vita. Si amano appassionatamente Bettina e Marcus, protagonisti di Lost Persons Area di Caroline Strubbe, in una baracca nel mezzo di una spianata attraversata da enormi piloni dell'alta tensione dove Marcus lavora alla manutenzione della rete elettrica. La loro bambina, Tessa, si aggira solitaria per i campi evitando quando può di frequentare la scuola, abbandonata a sé stessa da una madre adolescenziale. Un tragico incidente devasta i loro sogni.
I sentimenti sono invece alleggeriti e trattati con una buona dose d’umorismo nel film francese Les Grandes Personnes (Il viaggio di Jeanne) di Anna Novion, una divertente commedia degli equivoci in cui gli adulti al pari degli adolescenti si chiedono come diventare persone grandi così come allude il titolo e, solo alla fine di questo bel viaggio nei luminosi paesaggi scandinavi, forse lo diventeranno.

IL CINEMA DEL PRESENTE

London River del regista franco-algerino Rachid Bouchareb, appartiene a quelle pagine che celebrano i “dopo” della storia, le conseguenze degli eventi che dominano il mondo di oggi. Come sempre impegnato in temi di attualità il regista di Indigènes (che ha fruttato a Cannes 2008 il premio per la migliore interpretazione a tutti i suoi protagonisti), parte da quel 7 luglio 2005, quando quattro bombe esplosero a Londra uccidendo 56 persone e ferendone oltre 700 per narrare una vicenda umana. Quella di Ousmane e la signora Sommers, normali cittadini e perfetti estranei, che mettendo da parte pregiudizi e differenze culturali e religiose, si fanno forza a vicenda nella ricerca dei loro figli scomparsi dopo gli attentati. Ancorato in un presente quanto mai singolare, quello di un piccolo circo di periferia, La Pivellina (Non è ancora domani) di Tizza Covi e Rainer Frimmel uno dei film in concorso per il Premio Italia nel cinema, narra del mondo degli esclusi dell’Italia di oggi.
Agli adolescenti, uomini e donne di domani, e alle loro problematiche, sono dedicati due film, Les beaux gosses di Riad Sattouf e Les bureaux de Dieu di Claire Simon, entrambi della rassegna Le regard des autres dedicata alla cinematografia francese.
Le pulsioni sessuali di un ragazzo qualunque che cerca di affrontare, in un mondo dai confini angusti e in continua mutazione, quel mistero esistenziale e biologico che è l’adolescenza, sono al centro di Les Beaux gosses, che riesce a descrivere il mondo affascinante e terribile dei giovanissimi, con autenticità, ironia, e originalità, al ritmo di una trascinante colonna sonora. All’adolescenza al femminile, vista da un consultorio femminile, pillola o non pillola, preservativo, paure ed emozioni dei primi rapporti, la ricerca della libertà sessuale, e’ dedicato il film Le bureaux de Dieu di Claire Simon. Negli uffici di Dio si ride, si piange, si balla, si racconta la propria storia con un ritmo delicato e ironico.

NUOVO CINEMA MAROCCHINO, Elogio all’erranza

Per i cinefili, la vetrina speciale dedicata alla cinematografia marocchina, “Elogio all’erranza”, è una rara occasione di vedere lungometraggi e documentari di forte valenza artistica e di qualità realizzati in Marocco negli ultimi dieci anni, inediti in Italia, come Mona Saber di Abdelhai Larari, Cry no more di Narjiss Nejjar, Memoires en détention di Jillali Ferhati.
I registi del più giovane cinema marocchino privilegiano storie che si sviluppano perlopiù attorno a forti personaggi femminili. A restare dietro al velo sembrano piuttosto gli uomini che, a dispetto di quello che la propaganda vuole raccontarci del mondo islamico, vivono anche qui, come nel resto del globo, la stagione delle loro debolezze. Nel tumulto del presente, attraversato dal vento sabbioso che soffia dall’Atlantico, o congelato dal profilo regale delle montagne dell’Atlante nascono film delicati, a volte timidamente neorealisti, ma sempre sinceri e appassionati.

IL CINEMA FRANCESE: Le régard des autres - V edizione

Appuntamento fisso del MedFilm in omaggio alla capacità del sistema produttivo cinematografico francese che ha fatto dell’integrazione culturale un importante prodotto di mercato, la rassegna Le régard des autres ospitata nella magnifica cornice di Villa Medici.
Ai tratti intimistici, più tipici della cinematografia transalpina, qui si uniscono gli accenti ironici, colorati e forti del mondo maghrebino con cui la Francia tesse legami indissolubili. Questo cinema franco-algerino, libanese, parigino, ci conduce in un'immersione nella varietà e complessità del nostro tempo in cui gli uomini transitano in esistenze difficili cercando di uscire dall’adolescenza dei loro legami, cercando rifugi dove scoprire lo straordinario della normalità.
Alla Francia da sempre va il merito di aver dato uno spazio a questi autori, di averne raccontato viaggi e fughe, dilemmi e giochi attraverso un cinema meticcio in cui si restituisce il mistero e la ricchezza di altri sguardi, costruendo con gli anni un caleidoscopio di immagini che si sono impadronite di noi.

LE FRONTIERE

Frontiere, confini, qual’è la differenza? E’ attorno a questo interrogativo che si articola il Premio Open Eyes riservato ai documentari, a cura di Angelo Loy, che esplora sorprendenti opere (d’autore) che indagano le difficoltà che nascono dal tentativo di valicare confini che somigliano a barriere, ma anche la tensione e la sorpresa che nasce nel muovere le frontiere e soprattutto nell’oltrepassarle. La sezione propone quindi tanti viaggi, molti dei quali ci conducono a bordo delle rotte della migrazioni che attraversano il Mediterraneo. La scelta delle opere è simbolicamente accompagnata dalle parole di Ryszard Kapuscinski che scrive nel suo libro Imperium: "Osserviamo il nostro modo di pensare. Spesso ci diciamo: fin qui si, oltre no. Oppure: attento a non spingerti troppo, potresti oltrepassare i limiti! (...) Gli dei conoscono queste inquietudini e per questo cercano di conquistare fedeli promettendo loro in premio il regno di dio, che difatti è s-confinato (...) Insomma la cosa che tutti vorrebbero, si aspetterebbero e auspicherebbero è precisamente questa incondizionata, totale, assoluta sconfinatezza”.


PROGRAMMA

SABATO 7 NOVEMBRE
AUDITORIUM DELLA CONCILIAZIONE
ore 19.30: CERIMONIA DI APERTURA
PREMIO KOINÈ -I° edizione- a TAHAR BEN JELLOUN EVENTO SPECIALE
Il termine Koiné indica la capacità di comprendere in un linguaggio comune i punti di contatto tra culture e popoli diversi. Quel linguaggio che Tahar Ben Jelloun, noto scrittore marocchino, ha reso universale nelle sue opere. Il valore simbolico del Premio, sintetizzato nel suo nome, incontra i principi ispiratori della nostra manifestazione, votati al sostegno di strumenti efficaci per la costruzione di una cultura di pace e cooperazione, credibile e durevole, in un cammino di dialogo, comprensione e cooperazione.
Vedere, sentire, comprendere per dare senso e progettualità alle nuove relazioni che la storia ci propone di vivere.

ore 20.30: LE GRAND VOYAGE (IL GRANDE VIAGGIO) NUOVO CINEMA MAROCCHINO
di Ismael Ferroukhi, Francia/Marocco, 102’
Vincitore del Leone del Futuro alla 61esima Mostra di Venezia è un omaggio ai due paesi ospiti d’onore di questa edizione, la Francia e il Marocco e insieme è un tributo che il Medfilmfestival vuole fare al cinema simbolo di dialogo, di viaggio geografico, spirituale, e di riconciliazione.
Due uomini partono dalla Francia alla volta della Mecca. Un uomo anziano, religioso, e suo figlio, recalcitrante e ben radicato nel paese d’adozione, si mettono in viaggio su una vecchia automobile. Questa la semplice trama di un emozionante film che ha la nobiltà di toccare un tema universale come il conflitto tra generazioni, e raccontarlo attraverso un diario visivo che raccoglie panorami in movimento.
Il grande viaggio è un road movie che mette a confronto, tra spazi e silenzi immensi, due uomini, profondamente diversi, ma uniti da due doveri, quello religioso e quello filiale. Il viaggio di 5500 Km a bordo della vecchia auto attraverso l’Europa, i Balcani, la Turchia, la Siria per raggiungere la Mecca, rappresenterà per entrambi un nuovo inizio. La riconciliazione arriverà al termine del viaggio, nello scenario soprendente della città sacra all’Islam, tra edifici imponenti e una folla infinita di uomini vestiti di bianco in marcia. Sigla il film, e ne racchiude il messaggio, il volto intenso e commosso del giovane protagonista.

DOMENICA 8 NOVEMBRE
TEATRO DEI DIOSCURI
ore 19.00: INAUGURAZIONE DELLA MOSTRA EVENTO SPECIALE
SEMA SOMA / SGUARDO SULL’ARTE DEL MAROCCO ANNI ’60-’70
opere di Karim Bennani e Sara Bernabucci.
Patrocinata dall’Ambasciata del Regno del Marocco a Roma con il contributo della Regione Lazio, la mostra, realizzata in collaborazione con la Direzione dei beni Librari del Ministero per i Beni e le Attività Culturali, presenta una selezione dei più significativi autori che hanno segnato la nascita dell’avanguardia artistica in Marocco: Jilali Gharbaoui, Ahmed Cherkaoui, Mohammed Kacimi, Mohamed Hamri e Miloud Labied. La mostra rende omaggio alla pittura marocchina colta in una fase di profonda innovazione segnata dalla rottura con la figurazione tradizionale e dall’apertura di nuovi territori di ricerca.


NUOVO CINEMA AQUILA
ore 20.30: LONDON RIVER CONCORSO UFFICIALE
di Rachid Bouchareb Algeria/Francia/UK, 87’, 2009
[Anteprima romana]
Il regista di Indigènes, film che ha fruttato a Cannes il premio per la migliore interpretazione a tutti i protagonisti, parla di quel 7 luglio 2005, quando quattro bombe esplosero a Londra uccidendo 56 persone e ferendone oltre 700. Ousmane e la signora Sommers, mettendo da parte pregiudizi e differenze culturali e religiose, si fanno forza a vicenda nella ricerca dei loro figli scomparsi dopo gli attentati. Sullo sfondo di una città multiculturale si dipana una storia all’apparenza semplice, sostenuta con drammaturgia sapiente dalla speranza dei personaggi di ritrovare i prorpi figli. Memorabili le interpretazioni dei due attori che, attraverso una interpretazione asciutta e struggente, fanno palpitare lo spettatore rendondolo partecipe di quei piccoli atti che li porteranno verso la conclusione della storia.

ore 22.30: LA FORTERESSE (The Fortress) EVENTO SPECIALE DOC
di Fernand Melgar, Svizzera, 100’, 2008
Il pluripremiato regista di documentari Melgar ci porta a vivere una giornata in un Centro di accoglienza, tra Svizzera e Francia. Per la prima volta, seguiamo la registrazione, le dichiarazioni e le vite di alcuni profughi richiedenti asilo. Un luogo austero, governato meccanicamente da una delle leggi europee più restrittive, dove uomini, donne e bambini, tra dubbi e speranze, devono giustificare la loro presenza in Svizzera e attendere le decisioni che le autorità prenderanno per loro. La passione coinvolge controllori e controllati: emozioni e commedie della sopravvivenza in un tremendo processo di selezione quotidiana degli esseri umani.

LUNEDÌ 9 NOVEMBRE
PALAZZO DELLE ESPOSIZIONI
ore 20.30: Houssine Kharja EVENTO SPECIALE
Houssine Kharja incontra i giovani cineasti presenti al festival in qualità di giurati del concorso cortometraggi. Centrocampista marocchino nato in Francia e attualmente in campo nel Genoa e nella famosa Lions de l’Atlas, la nazionale marocchina. Abbiamo legato la sua immagine di giovane che è stato capace di coronare il suo sogno, a quella degli studenti di cinema che saranno al festival in qualità di giurati del Premio Methexis, tra loro anche 2 giovani cineasti marocchini con i cortometraggi prodotti dalla Scuola di Cinema di Casablanca fondata dall’Istituto Luce e dalla Regione Lazio. Nel corso della serata Houssine Kharja inviterà il pubblico ad aderire alla campagna 1GOAL Education for all, una firma per la scolarizzazione nei paesi poveri, di cui è madrina la Regina Rania di Giordania. La campagna in vista dei mondiali di calcio che si svolgeranno l’anno prossimo in Sudafrica mira a raccogliere almeno 30 milioni di firme per far pressione sui leader del mondo affinché mantengano l’impegno di scolarizzare quei 75 milioni di bambini che non hanno accesso alla scuola.

ore 22.30: LA JOURNEE DE LA JUPE ( SKIRT DAY ) CONCORSO UFFICIALE
di Jean-Paul Lillenfeld, Francia/Belgio, 88’, 2009
Dalla Francia un film che non tenta di fare la morale, né tantomeno di dare lezioni o cercare facili soluzioni, una storia che mette lo spettatore dinanzi alla durezza della verità. Un’inedita e bravissima Isabelle Adjani, nei panni di un’insegnante di banlieu alle prese con la difficoltà di gestire l’inquietudine giovanile che specie nelle periferie parigine esplode in violenza. Dopo aver tentato invano di farsi rispettare, la donna, esasperata, prende in ostaggio alcuni dei suoi alunni chiedendo come riscatto al governo una giornata della gonna, perché le ragazze non siano maltrattate quando la indossano…

MARTEDÌ 10 NOVEMBRE
PALAZZO DELLE ESPOSIZIONI
ore 20.30: LES BEAUX GOSSES ( THE FRENCH KISSERS ) LE REGARD DES AUTRES
di Riad Sattouf, Francia, 90’, 2009
[Anteprima romana alla presenza della produttrice Anne-Dominique Toussaint]
Opera Prima. Ancora una volta e con coraggio e sincerità, il cinema francese parla di un’età oscura della vita, l’adolescenza. Les Beaux Gosses racconta le pulsioni sessuali di un ragazzo che cerca di affrontare, in un mondo dai confini angusti e in continua mutazione, quel mistero esistenziale e biologico che è l’adolescenza cercado di dominare le emozoni. Un film che riesce a descrivere il mondo affascinante e terribile dei giovanissimi, con autenticità, ironia e originalità, al ritmo di una trascinante colonna sonora. Ottimo esordio alla regia per Sattouf, noto autore di fumetti.

NUOVO CINEMA AQUILA

ore 20.30: UZAK IHTIMAL (WRONG ROSARY) CONCORSO UFFICIALE
di Mahmut Fazil Coşkun- Turchia, 89’, 2009
[Anteprima nazionale alla presenza del regista]
Opera Prima. Il muezzin Musa si innamora della sua vicina di casa, l’infermiera cattolica Clara… Questo il tema del film d’esordio di un regista turco di documentari che con una semplicità eloquente racconta la sospensione di due vite. Il mondo religioso è sullo sfondo, lontano dai protagonisti che rincorrono un’amore platonico, in una una Istanbul struggente, sovrailluminata e popolata di dettagli che parlano più di ogni dialogo sentimentale.

MERCOLEDÌ 11 NOVEMBRE
ACQUARIO ROMANO - CASA DELL’ARCHITETTURA
ore 10.00: INCONTRI PROFESSIONALI DEL CINEMA EUROMEDITERRANEO EVENTI COLLATERALI
Seconda edizione dell’appuntamento rivolto a produttori internazionali, sales agent e distributori finalizzato a facilitare occasioni di incontro e scambio tra operatori attivi in tutta Europa e nell’area del Mediterraneo.
L’incontro è organizzato in collaborazione con ICE – Istituto nazionale per il Commercio Estero, Eurimages, Parlamento europeo-Ufficio per l’Italia, Roma&Lazio Film Commission.

PALAZZO DELLE ESPOSIZIONI
ore 20.30: ATHANASIA CONCORSO UFFICIALE
di Panos Karkanevatos, Grecia/Usa/NL/B, 95’, 2009
[Anteprima nazionale alla presenza del regista]
Ispirato alla vita reale nel secolo scorso della popolazione di Karpathos, un’isola nell’estremo lembo sud-orientale della Grecia, il film mescola due tempi, il passato e il presente. Una grande produzione internazionale regala vedute mozzafiato e sospiri epici all’emozionante viaggio di una ragazza che dal Canada parte per un’isola greca alla ricerca del padre naturale, accompagnata dal padre adottivo in una faticosa presa di coscienza a ritroso nel tempo.

NUOVO CINEMA AQUILA
ore 20.30: EYNAIM PKOHOT (EYES WIDE OPEN) CONCORSO UFFICIALE
[Anteprima nazionale alla presenza del regista]
di Haim Tabakman, Israele/Francia/Germania, 100’, 2009
Ancora una coraggiosa opera prima: essere gay nel contesto della comunità ultraortodossa di Gerusalemme. Tra le anteprime nazionali più attese di questo Festival un film che con coraggio infrange un tabù ancestrale, un’opera destinata a suscitare polemiche ed entusiasmo, un’emozionante storia d’amore espressa attraverso una scrittura rigorosa e vigilata dall’occhio di una regia mai esitante, ma al contempo delicata ed elegante.

GIOVEDÌ 12 NOVEMBRE
CARCERE N.C.REBIBBIA EVENTI COLLATERALI
Riunione plenaria della giuria Premio Methexis nel carcere N.C.Rebibbia
Composta da studenti di scuole di cinema e da detenuti e coordinata dall’autore e regista Angelo Loy, la giuria internazionale assegna il Premio al miglior cortometraggio in concorso. Un’iniziativa nata nel 2000 per promuovere, attraverso i protagonisti del cinema di domani, il dialogo interculturale, la cooperazione e la pace. Il Progetto provvede all’aggiornamento di 7 Mediateche istituite dal MedFilm presso altrettanti Istituti di Pena, lungo il territorio nazionale( da Padova a Palermo) grazie alla preziosa collaborazione del Ministero della Giustizia-DAP.

NUOVO CINEMA AQUILA
ore 20.30: GOOD MORNING AMAN CONCORSO UFFICIALE
di Claudio Noce, Italia, 103’, 2009
[Anteprima romana alla presenza del regista e degli attori Valerio Mastandrea e Aman]
Opera Prima. Storia di amicizia e di speranza sullo sfondo di una Roma distante e multietnica tra un ex pugile quarantenne dal passato oscuro e un ventenne somalo cresciuto nella capitale. Un film sincero e garbato nella scrittura e nell’avvicinarsi a un tema abusato come l’integrazione, e coraggioso nel tentativo di inventare uno stile personale che racconti la veloce sospensione in cui transitano i due personaggi alla ricerca di una via d’uscita alla rassegnazione.

PALAZZO DELLE ESPOSIZIONI
ore 20.30: OUD AL WARD (LA BEAUTE EPARPILEE) NUOVO CINEMA MAROCCHINO
di Lahcen Zinoun, Marocco, 90’, 2007
[Anteprima nazionale alla presenza del regista]
Una carovana arriva nel deserto, tra suoni di tamburo e lampi di fuochi, questo il suggestivo inizio di una storia ambientata nei sontuosi palazzi del Marocco del XX secolo, prima dell’abolizione della schiavitù. Protagonista una bella e giovane schiava che coltiva una grande passione: suonare il liuto. Venduta ad un ricco musicista, diventa la sua favorita suscitando le gelosie delle altre mogli. Una favola sul potere salvifico dell’arte.

VENERDÌ 13 NOVEMBRE
PALAZZO DELLE ESPOSIZIONI
ore 20.30: NIJE KRAJ (WILL NOT STOP THERE) CONCORSO EURIMAGES
di Vinko Bresan, Croazia/Serbia, 112’, 2009
[Anteprima nazionale alla presenza del regista]
Con un linguaggio che mescola ironia e dramma, il regista croato torna a raccontare i fantasmi della sua nazione attraverso Martin, giovane reduce dalla guerra, che insegue e vuole salvare Desa, la donna di cui ha ucciso il marito durante il conflitto.
A narrare la vicenda con voce scanzonata è un rom, il pornodivo Djuro, che introduce lo spettatore e lo accompagna in questa storia che mescola toni surreali e drammatici, follia e sorrisi in tipica salsa balcanica.

NUOVO CINEMA AQUILA
ore 20.30: ANDER CONCORSO UFFICIALE
di Roberto Caston, Spagna, 128’, 2009
[Anteprima nazionale alla presenza del regista]
Opera prima. Storia intima e profonda sullo sfondo della vita contadina nei paesi baschi, il cui ritmo secolare e lento viene sconvolto dall’arrivo di un lavorante peruviano di cui il capofamiglia si innamora. Una storia d’amore omosessuale tra due quarantenni raccontata con un linguaggio minimalista e asciutto anche nella regia che privilegia un neorealismo che non manca di emozionare e di regalare il ritratto sincero di una piccola comunità rurale scossa dai mutamenti.

SABATO 14 NOVEMBRE
AUDITORIUM CONCILIAZIONE EVENTO SPECIALE
ore 19.30: CERIMONIA DI PREMIAZIONE
Consegna dei premi delle diverse competizioni e dei Premi Speciali: Premio Nuovi Talenti all’attrice marocchina Sanaa Aloui, Premio Creatività e Innovazione all’artista Francesco Cuomo, Premio alla Carriera alla regista francese Claire Denis.
seguire: FILM VINCITORE DEL PREMIO AMORE E PSICHE

Anne-Dominique Toussaint
Produttrice
Anne-Dominique Toussaint è una produttrice francese. Inizia la propria carriera sul finire degli anni 80, producendo cortometraggi e le prime opere di Jean-Philippe Toussaint Monsieur (1989) e La Sevillane (1992). Tra i suoi ultimi film, Le herisson (2009), diretto da Mona Achache, e Les beaux gosses di Riad Sattouf, presentato alla Quinzaine des Réalisateurs del Festival di Cannes 2009. Uno dei maggiori successi lo ottiene nel 2007 con Caramel di Nadine Labaki, presentato alla Quinzaine des Réalisateurs del Festival di Cannes e vincitore del premio del pubblico al Festival di San Sebastián. Tra le tante pellicole prodotte dalla Toussaint, vanno ricordate L’amore sospetto (La moustache, Emmanuel Carrère, 2005), Gespenster (Christian Petzold, 2005), Respiro (Emanuele Crialese, 2002), Slogans (Gjergj Xhuvani, 2001), La pista di pattinaggio (La patinoire, Jean-Philippe Toussaint, 1998) e Mina Tannenbaum (Martine Dugowson, 1994).

Rita El Khayat
Scrittrice, psichiatra, etno-psicanalista
Nata e cresciuta a Rabat, Rita El Khayat è una scrittrice e psichiatra. Laureata in medicina, si distingue come prima speaker donna marocchina e giornalista per radio, televisione e cinema. In seguito, viene ammessa ad un Internato in Psichiatria a Casablanca; lascia però il lavoro e si trasferisce a Parigi dove si specializza in tre campi della Medicina: psichiatria, medicina del lavoro ed ergonomia della medicina spaziale. In Francia studia anche l’arabo classico presso la Scuola di Lingue Orientali ed in quel periodo inizia la sua attività letteraria che conta ad oggi trenta libri, principalmente incentrati sull’universo della psichiatria e sulla condizione esistenziale delle donne nel mondo arabo. Insegna Antropologia della conoscenza e del sapere presso la Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università di Chieti, in Italia. Rita El Khayat, alleva dell’inventore della etnopsichiatria George Devereux, si definisce «artista con una visione universalista della vita: una persona che vive, assorbe e poi riflette la vita attraverso i filtri imperfetti delle proprie esperienze».

GIURIA CONCORSO EURIMAGES - NUOVA EUROPA
Tahar Ben Jelloun
Scrittore, poeta, giornalista
Presidente di Giuria
Nato a Fès (Marocco) nel 1944, Tahar Ben Jelloun è uno dei maggiori poeti e scrittori francomarocchini. Dopo gli studi coranici, sia in arabo che in francese, si laurea in Filosofia all’Università di Rabat. Del 1968 è la sua prima opera, “L’aube des dalles”, edita dal magazine “Souffles”. La casa editrice Atalantes è colpita dal suo talento e nel 1970 pubblica la raccolta di poesie “Hommes sous linceul de silence”. Nel 1971, una circolare del Ministero dell’Interno obbliga l’insegnamento della filosofia in arabo: Ben Jelloun lascia così il Marocco e si trasferisce a Parigi. Tra il 1975 e il 1983 pubblica numerosi romanzi, tra i quali “La plus haute des solitudes” ottiene un inaspettato quanto clamoroso successo. Lavori come “Hospitalité française” (1984), “L’enfant de sable” (1984), “La nuit sacrée” (1987), “La remontée des cendres” (1991) e “Le racisme expliqué à ma fille” (1998) lo confermano come uno degli scrittori odierni più apprezzati e affermati, tanto da fargli ottenere nel 1998 dal Segretario generale delle Nazioni Unite, Kofi Annan, il “Global Tolerance Award”. Ben Jelloun è anche membro della giuria del concorso “Goncourt”, il più prestigioso premio letterario francese.

Ahmed Hafiene
Attore
Nato a Tunisi nel 1966, Ahmed Hafiene è uno dei più promettenti attori tunisini. Muove i primi passi tra i cineclub ed i teatri amatoriali, per poi frequentare l’Istituto d’Arte Drammatica di Tunisi alla fine degli anni 80. La sua prima apparizione teatrale da professionista è del 1993 nell’opera “Calicula” di Albert Camus, seguita dalla prima prova cinematografica in Keswa, le fil perdu (1997) di Kalthoum Bornaz. Nel 2002 Hafiene vince il Premio Bayard d’oro in Belgio e il Premio Tanit d’oro a Cartagine come miglior attore per l’interpretazione di Omrane in Bambole d’argilla (Poupées d’argile) di Nouri Bouzide. Nel 2007 gira con Carlo Mazzacurati La giusta distanza, ruolo che gli procura una candidatura come migliore attore non protagonista ai David di Donatello, primo attore arabo a raggiungere questo riconoscimento nella storia del celebre premio italiano. Continua la propria esperienza in Italia lavorando con Marco Turco (La straniera), Isotta Toso (Scontro di civiltà per un ascensore a Piazza Vittorio) e Marco Campogiani (Il nostro uomo).

Piero Zardo
Giornalista
Nato a Roma nel 1970, dopo aver collaborato con diverse pubblicazioni e case editrici, Pietro Zardo ha cominciato nel 2000 a lavorare per “Internazionale”. Dal 2004 è l’editor delle pagine culturali del settimanale.

GIURIA CONCORSO NAZIONALE LUNGOMETRAGGI
Defne Gürsoy
Giornalista
Nata in Turchia, Defne Gürsoy è una giornalista e ricercatrice presso l’Università di Parigi III-Sorbonne Nouvelle. Autrice di libri e saggi accademici, lavora presso la redazione turca di Radio France Internationale e collabora con numerosi giornali e riviste. È corrispondente da Parigi del quotidiano “Birgun” e scrive per vari siti web di cinema come “Euromedcafé” e “Cineuropa”. Dopo esser stata inviata per i maggiori festival di cinema, ha partecipato come giurata in diversi festival come l’Asian Film Festival di Vesoul, l’Eurasian Film Festival in Kazakhstan, il Jeonju International Film Festival in Corea, l’Asian Film Festival di Barcellona. La Gürsoy è stata anche invitata dal Consiglio d’Europa a prendere parte, durante il quinto Golden Apricot International Film Festival di Yerevan (Armenia), alla “think tank” sul cinema ed il dialogo interculturale “Role of Cinema in encouraging intercultural dialogue”.

Elizabeth Missland
Giornalista
Nata in Francia da padre inglese e madre austriaca, Elizabeth Missland studia Scienze Politiche a Parigi. Appassionata di cinema, inizia a scrivere per diverse riviste. Dopo gli studi, collabora alla nascita degli Oscar francesi, allora chiamati “Triomphe”, e alla trasmissione televisive di varietà “Palmares” di Guy Lux. Nel 1972, si trasferisce a Roma come corrispondente del gruppo Paris Match, poi di Hachette-Filipacchi Press. Attualmente lavora per “Le Film Français” della Mondadori France. Da 15 anni è direttore artistico dei Globi d’Oro dell’Associazione Stampa estera in Italia, premio di cui è Presidente Onorario. Da nove anni fa anche parte del Comitato Artistico del Montecarlo Film Festival creato e presieduto da Ezio Greggio.

Said Rifai
Giornalista, poeta, scrittore
Giornalista, capo del desk cultura dell’Agenzia Maghreb Arab Press (M.A.P.), Said Rifai ha al suo attivo studi superiori nell’audiovisivo ed è membro d’onore e cofondatore di numerosi cine club in Marocco. È stato membro della giuria del Festival Nazionale del Teatro a Meknes nel 2006. Poeta, autore di sceneggiature e di pièces teatrali, ha scritto numerosi articoli e saggi su riviste specializzate in Marocco e all’estero. Come corrispondente, ha seguito decine di festival internazionali di cinema, tra cui il Festival del Film Femminile di Salè, il Festival del Cinema di Marrakech, quello del cinema africano di Khourigba e quello di Tangeri.

GIURIA CONCORSO INTERNAZIONALE DOCUMENTARI
Agostino Ferrente
Regista, Produttore, Direttore Artistico
Nato a Cerignola (Foggia) nel 1971, Agostino Ferrente prima di occuparsi di cinema è stato coordinatore editoriale di varie testate radiotelevisive per le comunità di italiani all’estero. Fa parte di Ipotesi Cinema (il gruppo diretto da Ermanno Olmi) e inizia la propria carriera come aiuto regista di Silvano Agosti e collaboratore “in incognito” di Nico Cirasola. Ottiene riconoscimenti in festival internazionali con i corti Poco più della metà di zero (1993) e Opinioni di un pirla (1994). Dirige con Giovanni Piperno, e produce con la sua Pirata Manifatture Cinematografiche, due documentari premiati in vari festival: Intervista a mia madre (1999) e Il film di Mario (1999-2001). Nel 2001, insieme ad una decina di complici, fonda a Roma il gruppo Apollo 11 che salva lo storico cinema-teatro Apollo dal rischio di diventare un bingo e con rassegne di cinema, musica e scrittura diventa uno dei centri di produzione culturale più vivaci e attivi della capitale. Con Apollo 11, insieme a Mario Tronco degli Avion Travel, crea l’Orchestra di Piazza Vittorio, ensemble composto da una ventina di musicisti provenienti da altrettanti paesi del mondo. Da quest’esperienza trae il documentario prodotto da Bianca Film e Lucky Red L’orchestra di Piazza Vittorio (2006), presentato in numerosi festival internazionali ed evento di chiusura del Festival di Locarno 2006. Con Doc/it, Associazione Documentaristi Italiani di cui è stato Vicepresidente per due bienni, svolge un’intensa attività di promozione del genere documentaristico organizzando vari eventi, tra cui il Premio Doc/it a Venezia. E gli omaggi a Vittorio de Seta e Alberto Grifi, con i quali ha avuto modo di collaborare intensamente.

Ugur Hüküm
Giornalista
Nato a Istanbul, Ugur Hüküm è un giornalista e sociologo che vive in Francia da 36 anni. Dal 1993 è a capo dei programmi in lingua turca della RFI (Radio France Internationale) e dal 1991 è fondatore nonché uno dei maggiori animatori dei programmi in lingua turca di Radio Soleil di Parigi. Da 16 anni è anche il corrispondente turco da Parigi del quotidiano “Cumhuriyet” e scrive articoli ed approfondimenti per diverse riviste francesi come “Géo” e “Hommes et Migrations”. Lavora inoltre per numerose riviste turche di cinema e jazz. Dal 1995 è inviato dal Festival di Cannes; ha partecipato come giurato o speaker a vari festival, tra i quali quelli di Vesoul, La Rochelle, Taormina e New Delhi. Attore teatrale e cinematografico professionista in Turchia, Hüküm ha doppiato film e documentari televisivi in Francia dal 1997.

Igiaba Scego
Scrittrice
Nata a Roma nel 1974, Igiaba Scego è una scrittrice di origine somala. Dopo la laurea in Letterature Straniere presso l’Università “La Sapienza” di Roma, ha svolto un dottorato di ricerca in Pedagogia all’Università di Roma Tre. Si occupa di scrittura, giornalismo e ricerca, con un’attenzione particolare per il dialogo tra le culture e la dimensione della transculturalità e della migrazione. Nei suoi romanzi (“La nomade che amava Alfred Hitchcock”, “Oltre Babilonia”) e racconti affronta i delicati equilibri tra le sue culture d’appartenenza. Collabora con numerose riviste e quotidiani, tra cui “Latinoamerica”, “Carta”, “Repubblica” e “Il Manifesto”.

GIURIA CONCORSO INTERNAZIONALE CORTOMETRAGGI
La giuria del Concorso Internazionale Cortometraggi è composta da studenti diplomandi delle Scuole Nazionali di Cinema dei Paesi europei e mediterranei, e da detenuti del Nuovo Complesso di Rebibbia - Roma. In una riunione plenaria all’interno del carcere, le due ali della giuria confrontano le loro scelte e designano insieme il vincitore del Premio Methexis. Gli studenti e i detenuti hanno così modo di vivere un’esperienza estremamente coinvolgente di lavoro, di scambio e di confronto interculturale. Il coordinatore di giuria per il terzo anno consecutivo è l’autore e regista Angelo Loy.

Gli studenti della Giuria:
Alaa Eddine Aljem, ESAV MARRAKECH (ÉCOLE SUPÉRIEURE DES ARTS VISUELS)
Ahmad Al-Khatib, RED SEA INSTITUTE OF CINEMATIC ARTS
Ursula Cassavetes, NATIONAL AND CAPODISTRIAN UNIVERSITY OF ATHENS - FACULTY OF COMMUNICATION AND MEDIA STUDIES
Javier Gonzales Chillòn Loarte, ECAM (ESCUELA DE CINEMATOGRAFIA Y DEL AUDIOVISUAL DE LA COMUNIDAD DE MADRID)
Damien Lagogué, LA FÉMIS
Ivana Mladenovic, U.N.A.T.C. “I.L. CARAGIALE”
Moulay Ahmed Ochfy, POLY-DISCIPLINARY FACULTY OF OUARZAZATE
Ece Palaz, MIMAR SINAN FINE ARTS UNIVERSITY DEPARTMENT OF CINEMA-TV

I detenuti della Giuria:
Detenuti del Nuovo Complesso di Rebibbia - Roma

(05-11-2009)




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Pubblicato in S.Mariano - Perugia - Italia - Ultimo aggiornamento: 05-11-2009 alle :